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Studio Politecnico Milano
Lug
18
2018

Nell’ambito del progetto Next Ways di MAN Truck and Bus Italia, che quest’anno aveva come argomento “Diesel ed Elettrico – Presente e Futuro del Trasporto su gomma”, Sergio Savaresi, professore ordinario del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, ha sviluppato con il suo gruppo di ricerca uno studio comparato tra l’impiego reale di un veicolo con motore diesel e un ipotetico veicolo equivalente con motore elettrico e batteria.

  • Il veicolo elettrico riduce di circa il 40% le emissioni di CO2
  • I costi di gestione del veicolo elettrico sono, nel breve termine, circa del 40% più onerosi rispetto al veicolo diesel

Il professor Sergio Savaresi affiancato dal suo team di studenti e ricercatori è da anni impegnato nello studio e nello sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni da applicare al mondo automotive. Una di queste ricerche (sviluppata insieme all’Ingegner Simone Gelmini, PhD-student al Politecnico) si è concentrata sulla sostenibilità, nell’immediato futuro, della mobilità elettrica. Lo studio ha dimostrato che, per un utilizzo su percorsi brevi e con auto o veicoli commerciali leggeri, è realistico ipotizzare un rapido passaggio a una mobilità con veicoli in larga parte elettrici, anche senza la necessità di pesanti investimenti in stazioni pubbliche di ricarica ad alta potenza.

Diverso è il risultato se, invece di parlare di piccole vetture, lo studio di sostenibilità lo si effettua su un veicolo pesante.

Per lo studio di comparazione si è partiti da un caso reale, prendendo in esame il viaggio di un veicolo MAN TGX 18.500 che ha percorso una distanza di oltre mille chilometri in 48 ore. Tramite la strumentazione di bordo del veicolo e sistemi telematici appositamente installati sono stati misurati e presi in esame alcuni parametri dell’andamento del veicolo (velocità, pendenze, accelerazione e consumi reali). Slide n.2 della presentazione allegata

Dall’analisi delle informazioni ricevute dal veicolo è stato creato un modello matematico per arrivare a definire l’energia totale alla ruota impiegata dal truck per compiere il percorso.

Dopo aver stabilito il valore di energia necessario a un veicolo a gasolio per compiere l’intero percorso, è stato creato un accurato modello matematico volto a quantificare l’energia necessaria, per un veicolo elettrico, per compiere lo stesso percorso e quindi stabilire la dimensione delle batterie.

Nella definizione della dimensione delle batterie sono stati presi in esame anche i tempi sosta per la ricarica. Dovendo rispettare le stesse pause effettuate dal veicolo a gasolio, si è ipotizzato che solo nelle pause superiori a 30 minuti sia possibile procedere alla ricarica delle batterie e solo tramite colonnine di ricarica a corrente diretta ad alta e altissima potenza (modo 3 e modo 4 di ricarica). Slide 3 e 4 della presentazione

Il modello energetico per la definizione delle batterie tiene conto anche del peso delle stesse e dell’offerta tecnologica a oggi esistente.

Dallo studio di comparazione tra un veicolo a gasolio e un ipotetico veicolo elettrico si evince che:

  1. Il veicolo elettrico ha una emissione equivalente di CO2 (assumendo di prelevare energia elettrica dalla rete italiana attuale) inferiore di circa il 40% rispetto all’equivalente veicolo a gasolio Slide n. 5
  2. Il veicolo elettrico ha un costo totale di gestione maggiore di circa il 40% rispetto all’equivalente veicolo a gasolio Slide n. 6

Conclusioni:

Lo studio dimostra che, a fronte di una riduzione di circa il 40% della CO2, il costo totale della versione elettrica è superiore del 40% rispetto alla tradizionale versione diesel rendendo dunque quest’ultima – a oggi – ancora la soluzione preferibile fra le due in termini di sostenibilità allargata. Considerando inoltre l’assenza di un’adeguata rete di ricarica ad alta potenza (che impatterebbe negativamente sui tempi di tragitto), è presumibile che non vi sarà una significativa introduzione nel parco circolante di veicoli pesanti completamente elettrici nei prossimi 5-7 anni” conferma il professor Savaresi.

Nell’arco temporale dei prossimi 5-7 anni l’azione più realistica, efficace sia per contenere l’emissione di CO2 che di sostanze inquinanti, non sembra quindi essere il passaggio all’elettrico, ma una accelerazione del processo di adeguamento a livello Euro 6 del parco circolante.

Sicuramente una direzione di minor impatto mediatico rispetto al passaggio a truck elettrici ma, pragmaticamente, quella che sembra essere la più efficace (in termini di emissioni, tempi, costi) per accompagnare, sul medio termine, la transizione verso veicoli dotati di sistemi di accumulo energetico basati sul vettore elettrico.